Tremoulet AH, Jain S, Jaggi P, Jimenez-Fernandez S, Pancheri JM, Sun X, Kanegaye JT, Kovalchin JP, Printz BF, Ramilo O, Burns JC. Infliximab for intensification of primary therapy for Kawasaki disease: a phase 3 randomised, double-blind, placebo-controlled trial. Lancet 2014;383(9930):1731-8 doi: 10.1016/S0140-6736(13)62298-9

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COMMENTO
Circa il 10-20% dei pazienti con Malattia di Kawasaki non è responsive al trattamento previsto dalle attuali LG con Immunoglobuline e.v. e Aspirina, andando incontro ad un rischio elevato di sviluppare aneurismi coronarici. Recentemente l’interesse dei ricercatori si è indirizzato ad un’intensificazione dell’iniziale terapia anti-infiammatoria che possa ridurre il tasso di mancata risposta e la conseguente evoluzione sfavorevole della malattia. Uno studio randomizzato controllato in fase III condotto da  Adriana Tremoulet e colleghi e pubblicato su The Lancet ha indagato l’efficacia dell’aggiunta di Infliximab, un anticorpo monoclonale chimerico legante il TNFalfa, alla terapia iniziale standard nel bambini affetti da M. di Kawasaki. Nello studio, bicentrico, sono stati arruolati 196 pazienti randomizzati in due bracci, sottoposti a somministrazione endovenosa rispettivamente di Infliximab e di placebo (soluzione fisiologica) prima di intraprendere la terapia antinfiammatoria standard. Sebbene nessuna differenza nella resistenza al trattamento sia stata evidenziata tra i due gruppi, la durata della febbre è risultata minore e la riduzione degli indici di flogosi (PCR, VES, conta neutrofila) più rapida nei bambini trattati con il farmaco biologico; nessuno dei pazienti sottoposti a infusione di Infliximab, inoltre, ha presentato reazioni avverse ad immunoglobuline, contro il 13,4% dei pazienti che avevano ricevuto il placebo. A 2 settimane i pazienti trattati con Infliximab mostravano una maggior riduzione del diametro interno della coronaria discendente anteriore sinistra prossimale – il tratto più frequentemente interessato da aneurismi nei pazienti con Kawasaki – rispetto al gruppo placebo; tuttavia la differenza non era più significativa a 5 settimane. Gli autori auspicano in futuro l’esecuzione di un ampio studio multicentrico mirato a valutare specificatamente gli effetti  di Infliximab sugli esiti coronarici della M. di Kawasaki.